La storia

La storia della casa
     
 
S.Fosca ha compiuto 20 anni nell’anno accademico 2001-2002.
Questa età è un momento decisamente importante, se rapportata a quella di una persona.
20 anni in termini di vita contengono un notevole bagaglio di idee ed esperienze, che permettono di affacciarsi timidamente verso la maturità.
Direi che il paragone calza a pennello per la nostra S. Fosca, prima piccola, poi cresciuta, con le tipiche crisi adolescenziali (compreso un pesante lifting correttivo verso i 16 anni) e ora ormai pronta ad affrontare un nuovo periodo della sua vita.


Don Fausto con il Patriarca Marco Cè

La nostra "zia" Carla Menegazzi
  Tutto quanto è cominciato nel 1981 (alcune delle attuali matricole non erano ancora nate!), quando S.E. Marco Cè, l'allora Patriarca di Venezia, ha messo a disposizione un cucinino, i servizi e due cameroni per venti studentesse presso l'Istituto Canal Marovich.
La prima comunità di S. Fosca ruota attorno alla figura di don Fausto Bonini coadiuvato da Carla Menegazzi, i quali di comune accordo con le studentesse ospitate decidono le linee guida fondanti lo spirito della Casa: abitare a S. Fosca significava e significa ancora oggi vivere un'esperienza di studio, di fede e di comunità, ispirandosi alla frase evangelica "Fate agli altri tutto ciò che volete essi facciano a voi"(Mt.7,12) cercando di occuparsi anche del lato gestionale della casa, per essere autosufficienti.

I primi pionieristici anni vedono S. Fosca in continua crescita: nel 1984 viene aperta anche agli studenti maschi, nel 1986 assume la struttura che a grandi linee mantiene ancora oggi, compresa la suddivisione degli spazi e l'utilizzo di obiettori di coscienza a operare per e nella casa attraverso il C.P.U. (Centro di Pastorale Universitaria, costituito nel Maggio dell'85).
Sempre del 1986 è la decisione di utilizzare gli spazi di S. Fosca per istituire un ostello estivo, e gli stessi studenti donano ognuno una settimana di tempo per la gestione dello stesso. E' da sottolineare il fatto che l'ostello, oltre ad essere un'invidiabile fonte di autosostentamento, è pure un altro tipo di esperienza comunitaria.
Alla fine degli anni '80 gli studenti ospitati sono già 100!
Con il passare degli anni S. Fosca diventa sempre di più punto di riferimento per tutti i pensionati studenteschi veneziani e non solo, promuovendo a getto continuo iniziative interessanti.

Ogni anno gli abitanti della casa progettano incontri e conferenze: tra le altre ricordiamo "Architettura ferita" e il ciclo sulle culture estremo orientali negli anni '97-'98, invitando di volta in volta professori universitari e altri illustri relatori ("…ehi, ma quello è Cacciari!" "Eh, sì, un vecchio amico…").
Per un certo periodo poi a S. Fosca è stato stampato anche un giornalino periodico, "Universitown", che voleva essere voce libera di tutti gli studenti universitari veneziani.
Per quanto riguarda l'aspetto più ludico si organizzano tornei "intercollegiali" di calcio e pallavolo, ma anche viaggi: in una decina d'anni sono stati visitati vari paesi, dall'Irlanda alla Grecia, senza dimenticare i due pellegrinaggi in Terra Santa nel 1995 e 1998.
Insomma, la S. Fosca degli anni '90, popolata ormai stabilmente da circa 120 persone, pur essendo una struttura architettonicamente fragile, è forte più che mai.
Nel 1997, però, giunge la ferale notizia: ristrutturazione obbligatoria per la messa a norma dell'edificio, pena la definitiva chiusura.

Ma S. Fosca ha i suoi santi in Paradiso: grazie infatti allo stanziamento di fondi in occasione del Giubileo del 2000 per le strutture ricettive a basso costo negli edifici storici, è stato possibile effettuare tutti i lavori necessari.
E' stato questo un periodo lungo (circa un anno e mezzo) e difficile (un cantiere in casa…), ma per i 40 coraggiosi rimasti è stata pur sempre un'esperienza formante. Inoltre, per la prima e unica volta nella sua storia, nell' anno accademico '98-'99, S.Fosca non ha accettato nuove matricole.
Questa situazione impone anche un cambio di assetto dell'amministrazione: a don Fausto e a Carla si affiancano prima Daniele Pighin come responsabile della Casa, poi anche Sabina Stoppa che si occupa dell'ostello.
In compenso nel 1999 S. Fosca, rinata dalle sue ceneri come una fenice, si ritrova pacificamente assalita da 50 nuovi studenti-matricole, che infondono subito nuove e necessarie energie. Certo, i nostalgici rimpiangono i "bei vecchi tempi", ma bisogna comunque guardare avanti.

A tutt'oggi S. Fosca è un'accogliente casa per gli studenti che vogliono compiere un cammino formativo di fede e di vita, punto nodale dell'esperienza universitaria veneziana di ispirazione cattolica, ma è anche una struttura bella e nuova, con un ostello sempre più efficiente e visitato da turisti di tutto il mondo.
In tempi molto recenti (Gennaio 2002) abbiamo anche assistito all'insediamento di un nuovo Patriarca a Venezia, il quale si è già espresso positivamente riguardo a S. Fosca, luogo da lui definito “di vera esperienza di vita”.
Che tutto questo sia di esempio e sprone per i santafoschini di ieri, oggi e domani, perché siano fratelli tra loro e con gli altri.

Tanti auguri, Santa Fosca, e almeno altri 20 di questi anni!
 
 
 

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aggiornato il 9/09/2010