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La storia
L'isola e il convento
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La Casa studentesca Santa Fosca - come il preesistente
Istituto Canal-Marovich - sorge sulle rovine di quella che fu
la maestosa chiesa di Santa Maria de' Servi e dell'adiacente
convento, che ebbe come ospite più illustre, a cavallo
tra Cinquecento e Seicento, lo storico Fra' Paolo Sarpi.
Nel 1314 i Servi di Maria, ordine mendicante
fondato nel secolo XIII da sette laici fiorentini, giunsero
a Venezia. |
Subito intrapresero la costruzione di una chiesa che potesse
gareggiare con quelle di altri ordini religiosi: con la chiesa
dei SS. Giovanni e Paolo, dei Domenicani, con S. Stefano, degli
Agostiniani e con la basilica dei Frari, edificata dai Francescani.
La chiesa fu fondata su un terreno ai bordi della città
e il convento si affacciava addirittura sulla laguna in via
di bonifica. I lavori si protrassero per più di 150 anni
e la chiesa venne inaugurata ufficialmente
il 7 novembre del 1491.
Nel frattempo in città cominciarono ad insediarsi alcune
comunità laiche, tra cui quella dei mercanti di seta
di Lucca, che fondarono, tra il 1360 e il 1376, la Cappella
del Volto Santo, detta dei Lucchesi, tuttora esistente
e costruita da maestranze provenienti dalla Toscana che trasferirono
a Venezia un esempio dell'architettura gotica di quella regione.
Molte immagini ci permettono una ricostruzione del complesso
chiesa dei Servi-Convento-Cappella dei Lucchesi, così
com'era priva della distruzione della grande basilica: tra tutte
spicca la carta di Venezia di Jacopo de' Barbari,
che "fotografa" dall'alto la venezia del 1500, e che
mostra la magnificenza della chiesa dei Servi, con la grande
cupola lignea che sovrastava l'edificio.
L'impianto della basilica, di proporzioni imponenti,
orientata secondo i canoni consueti est-ovest, ci è restituito
da una pianta del Vicentini del 1920 e dai rilievi dell'arch.
Giuliano Pavon. Misurava circa 20 metri per 75, era ad una sola
navata con tre cappelle absidali e arredata all'interno da 22
altari. Al centro della navata si trovava un grande coro sormontato
da una grande cupola.
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La facciata della chiesa sul campo dei Servi è ben rappresentata
da una veduta del Lovisa. Si presentava come un'imponente architettura
gotica con grandi finestroni e due piccoli rosoni.
Sul lato sud, attuale ingresso alla Casa studentesca Santa Fosca,
si erge il secondo grande portale, detto di S. Pellegrino, a
suo tempo esso era sormontato da una scultura dedicata alla
Madonna della Misericordia, oggi sulla facciata della Scuola
dei Calegheri a S. Tomà.
Tra le mura del grande convento visse e morì
fra Paolo Sarpi, storico insigne, che nei primi anni
del Seicento difese la Serenissima nella contesa con la Santa
Sede che aveva portato all'interdetto contro Venezia. Vi passò
anche Galileo Galilei, che illustrò il funzionamento
del cannocchiale all'amico Paolo Sarpi prima del famoso esperimento
sul Campanile di S. Marco.
Nel 1769 un violento incendio devastò
gli edifici del convento. Cominciava così la decadenza
della complesso sacro. Tra il 1806 e il 1810, dopo gli editti
napoleonici il convento dei Servi, come molte altre istituzioni
religiose veneziane, venne soppresso. Cominciava
così la spoliazione delle innumerevoli
opere d'arte contenute negli edifici sacri della città,
e cominciava anche la grande demolizione della chiesa e del
convento, che si trasformano in una cava di materiali da costruzione.
Nel 1821, quando vengono arrestate le demolizioni, il luogo
si presentava fortemente degradato.
Il 27 aprile 1859 i luoghi che oggi ospitano al Casa studentesca
vengono acquistati dall'abate Daniele Canal,
sacerdote veneziano impegnato in opere di assistenza, e da Anna
Maria Marovich, di cui l'abate era il precettore; il
loro progetto era creare un edificio che accogliesse le donne
uscite dal carcere. Il primo novembre 1864 fu inaugurato il
"patronato per le dimesse dal carcere" che poi diventerà
più appropriatamente "Casa della Sacra Famiglia"
.
Furono recuperati i manufatti esistenti, fabbricati nuovi edifici
sulle poche strutture rimaste; anche molto del materiale di
spoglio del convento e della chiesa fu riutilizzato. Fu inoltre
riportata agli antichi splendori la Cappella dei Lucchesi, che
negli anni era diventata un magazzino e versava in uno stato
di avanzato degrado.
Negli anni l’Istituto Canal-Marovich divenne molto importante
per la città: basti pensare che agli inizi del nuovo
secolo assisteva 250 ragazze con l'aiuto di 50 Madri dell'Istituto
delle "Pie Signore riparatrici dei SS. Cuori di Gesù
e Maria" conosciute con il nome di Suore della Riparazione.
Negli anni '80, venuto meno l'uso degli edifici come centro
di rieducazione femminile, gli ampi spazi si prestavano ad essere
destinati a nuovi progetti ed iniziative. La comunità
di Betania, con la mensa per i senza fissa dimora, viene fondata
nel 1980.
La storia della Casa studentesca Santa Fosca
comincia invece il 4 luglio del 1981 quando
il Patriarca Marco Cè comunica a don Fausto Bonini la
disponibilità di alcuni spazi dell'istituto Canal-Marovich.
La comunità di studenti, inizialmente costituita da venti
ragazze, negli anni è diventata sempre più numerosa,
riadattando le strutture dell'istituto alle nuove esigenze,
e nel 2002 conta circa 120 presenze. Le strutture sono state
sottoposte ad un recente e ampio intervento di restauro e di
messa a norma degli impianti, finanziati dalla legge speciale
per il Giubileo.
La scommessa per i prossimi anni è un nuovo intervento
di restauro sulla Cappella dei Lucchesi, così che possa
essere resa utilizzabile come luogo di preghiera e come sala
aperta alla città |
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