L'idea di Santa Fosca

Impegni per chi vive a Santa Fosca
Si comprende un po' alla volta quali e quanti impegni implichi vivere i propri anni da studente a Santa Fosca. Non si coglie tutto al primo impatto, o durante il colloquio di ammissione. Sono la quotidianità e la frequentazione della comunità che fanno scoprire, mano a mano, la bellezza e la fatica di questa esperienza.
Tre sono i versanti principali in cui si deve orientare il proprio impegno.
1. Il primo è definito dalla parola "studentesca": è implicito che ognuno si assuma l'impegno di studiare, di seguire i corsi e di sostenere gli esami. Fare bene, cioè, il proprio lavoro di studente. La Casa stessa, tramite il Centro di Pastorale Universitaria, aiuta e sollecita questa tensione alla crescita personale, organizzando per i propri studenti - ma anche per gli altri universitari degli Atenei veneziani - conferenze, seminari, incontri e dibattiti su vari temi di carattere culturale e di attualità.
  2. Il secondo impegno consiste nel portare avanti il proprio percorso personale di fede che ognuno decide di intraprendere venendo ad abitare a Santa Fosca.
Può essere un percorso che porta ad avvicinarsi alla fede o a rendere adulta una fede maturata in associazioni o nelle parrochie, ma è sempre un percorso attivo e partecipe.
I ragazzi della Casa pensano ed organizzano una serie di iniziative per accompagnare il cammino di ognuno nel rispetto della libertà della propria scelta.
C'è la Messa in casa ogni mattina per chi desidera prendervi parte e la Messa comunitaria del martedì sera. C'è la Lectio Divina, un percorso attivo attraverso la Bibbia tramite la Bibbia stessa con momenti di meditazione e di preghiera; c'è il seminario di catechesi che ogni anno tratta temi diversi. Ci sono le Giornate di Deserto - tre giorni in cui si partecipa alla vita dei frati dell'Isola di San Francesco del Deserto, con vari momenti di meditazione solitaria e momenti di ritrovo. C'è poi un luogo, il cuore della casa, deputato ai momenti di preghiera personali: è Emmaus, una piccola cappella dove coltivare il proprio rapporto col Signore.

camera maschile

3. Ma Santa Fosca è anche altro: è una casa "autogestita". Niente a che fare con l'occupazione delle scuole... L'autogestione è la spina dorsale della Casa, e le permette di provare a reggersi senza aiuti esterni; è un’organizzazione creata per e dagli studenti che la abitano, ed essi sono presenti in ogni ambito, dalle cose più pratiche agli organi propositivi e decisionali.

camera femminile

Vivere da studente a Santa Fosca vuol dire sapere di doversi assumere delle responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso la Casa stessa, vuol dire avere una propria mansione che può variare dal fare le pulizie in una determinata zona, all'organizzare eventi culturali o religiosi sia interni che rivolti all'esterno, all'effettuare piccoli lavori di manutenzione. Vuol dire poter essere parte del direttivo o del consiglio della Casa, gli organi che a diversi livelli dirigono la vita della Casa. Vuol dire anche essere responsabili dei propri spazi - quali la camera, i bagni, e le cucine - e della loro pulizia. Vuol dire dedicare una settimana della propria estate per lavorare nell'ostello che Santa Fosca gestisce tra luglio e settembre. Sarà un dettaglio, ma è proprio grazie alle entrate derivate dall'ostello, e al fatto che l'autogestione permette di ridurre le spese all'indispensabile, che Santa Fosca può tenere basso l'affitto per i suoi ospiti.

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aggiornato il 4/02/2012